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La casa nel mirino della finanziaria

Arriveranno 11 miliardi dalle nuove tasse imposte sulla casa. Il tutto dovuto dalla miscela della rivalutazione delle rendite catastali e la reintroduzione dell’Ici che adesso si chiama Imu. Ancora una volta gli immobili della chiesa la fanno franca. Non manca un altro aumento dell’Iva (da settembre) insomma un vero e proprio salasso. Per quel che riguarda le spese, ci saranno 5,8 miliardi di tagli a carico delle Regioni e degli enti locali, e per 3-3,5 miliardi ai risparmi attesi dalle nuove norme in materia previdenziale. Completano il quadro (se pur con impatti decisamente inferiori in termini di saldi) le misure di contenimento dei costi della politica, a partire dalla drastica cura dimagrante imposta alle Province, dalla riduzione dei membri delle authority e del Cnel per finire con la soppressione di alcuni enti e organismi pubblici. Questi correttivi non impediranno nel 2012 di impedire all’economia italiana di entrare in piena recessione anche se fortunatamente non saranno i livelli toccati nel 2009. Per quel che riguarda il deficit, per effetto della nuova correzione approvata dal governo, sarà possibile confermare nel 2012 l’obiettivo dell'1,6%, contro il 3,9-4% atteso per fine anno. La doppia manovra estiva non garantiva più il conseguimento del pareggio di bilancio, a causa del peggioramento del ciclo, dell'incertezza su una fondamentale posta di entrata (appunto gli incassi della delega fiscale) e dell'aumento della spesa per interessi causata dall'impennata dello spread Btp/Bund. Ora ci si dovrebbe attestare nel 2013 nei dintorni del pareggio, rispettando in tal modo gli impegni assunti in sede europea.
06 December 2011